Ebbene sì, Marco Martalar ha ricreato il Drago Vaia sulle ceneri di quello originale cui è stato dato fuoco lo scorso agosto! Ma andiamo con ordine.
Martalar è noto per le sue enormi sculture create in legno di recupero, con le quali riesce a dar nuova vita e valore a un materiale destinato a marcire. Questo artista ha la capacità di trasformare, grazie alla sua creatività, la devastazione della Tempesta Vaia in opere d’arte simbolo di rigenerazione e resilienza.
Le sculture create da Martalar sono:
- Lupa del Lagorai, che si trova a 1600 m nella frazione di Vetriolo ed è stata costruita con circa 2 mila scarti di legno ed è alta 6 metri;
- Cervo di Vaia, nei prati della Malga Millegrobbe a1400 m, che può essere rimirato mentre si pranza alla malga, dove si mangia decisamente bene (te la consiglio!);
- Aquila Vaia di Marcesina, alta 7 metri e lunga 5, si trova a Grigno in Bassa Valsugana;
- Grifone del Tesino che si trova in località Celado di Castel Tesino.
Il Drago Vaia si trovava a Magré e nell’agosto del 2023 un incendio doloso lo ha incenerito completamente. Dopo poco al posto del Drago era comparso un uovo, infatti, Martalar non si è arreso e si è messo subito all’opera per realizzare una nuova scultura partendo dai resti di quella precedente. L’incendio aveva avuto notevole risalto sui social ed era subito partita anche una campagna per raccogliere i fondi necessari.
Io, purtroppo, non ero ancora riuscita a vedere il Drago quando si è verificato l’incendio: col fatto che si trovava in Trentino nell’Altopiano di Lavarone, dove andiamo spesso, mi ero detta che ci sarebbe stato tutto il tempo necessario e così ci son andata nella prima occasione utile… peccato fosse proprio il giorno dopo l’incendio e, quindi, non c’era più nulla da vedere.
Così stavolta non me lo sono lasciato scappare e ieri, approfittando della bella giornata, abbiamo fatto un salto a Magré ed eccolo lì, in tutta la sua maestosità. Devo dire che ha uno sguardo un po’ feroce, ma è bellissimo.
Lungo 16 metri ed alto 7 metri, con le sue 6 tonnellate di legno carbonizzato, è la scultura di drago in legno più grande del mondo. Arrivarci è semplice. Basta andare in località Magré, si supera la stradina per accedere al paesino e si arriva a un parcheggio bello ampio a pagamento sulla destra. Il costo del parcheggio è di 3€/giorno ed è essenziale avere le monetine da inserire nel parchimetro, perché non è possibile pagare con il bancomat. Lasciata l’auto nel parcheggio, si attraversa la strada e si va leggermente a destra, seguendo i cartelli per il Drago e Tablà: non puoi confonderti, perché c’è disegnata l’immagine del drago (la prima versione). La strada inizia in salita subito a sinistra, ma il dislivello è minimo e lo si percorre senza grandi fatiche, anzi, questo percorso è molto più facile e piacevole che la strada che parte da Magrè, che è sì più corta, ma con una pendenza notevole. Dopo 30 minuti di passeggiata nei boschi tra abeti e faggi, si arriva allo spiazzo con il Drago.



Dopo le foto di rito, noi siamo andati a pranzo allo Chalet Tana Incantata. Ha diversi tavoli, ma ti suggerisco di prenotare, perché con il Drago l’affluenza è molta. Si possono degustare piatti tipici della cucina trentina come gli strangolapreti su fonduta di Vezzena (che consiglio) o il tortèl di patate. Ottimo anche il tagliere di formaggi dell’Alpe Cimbra: tutti profumati e saporiti.





Il Sentiero del Drago è un percorso ad anello della durata di circa 50 minuti in mezzo al bosco. Oppure, una volta visto il Drago e mangiato a sazietà, si può ritornare da dove si è arrivati. Sconsiglio di scendere a Magré e fare la strada di ritorno al parcheggio da lì, perché non si è su un sentiero, bensì sulla strada in cui passano tutte le macchine e le moto e ci sono dei punti un po’ ciechi, che è bene evitare.

Insomma una meta ideale per una giornata in cui respirare il profumo del bosco, mangiare bene e vedere un esempio concreto del fatto che se non ci si dà per vinti, si possono realizzare grandi cose.
